Monthly Archives: February 2013

Estati di campagna

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focacciaSi andava, con mio fratello,
assai stupiti tra le zolle brune dei campi arati.
La nonna di campagna, (che non era la nostra,
algida imprenditrice di città)
diceva: “zercale zercale, c’a te le truvi”.
E le trovavamo, le barbabietole dimenticate,
piccole e nascoste, ma ancora buone per i maiali.

Faceva, la nonna di campagna,
una strana ciambella, con gli acini d’uva rossa
e il mosto, dentro.
Ne tagliava delle gran fette, sulla tovaglia di plastica gialla.
“Mangiala, mangiala, c’a l’è buna”.
E ci versava il lambrusco leggero, con la schiuma,
che mai a casa si sarebbe potuto.

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Rinascita e simbologia di un vecchio baule

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baule Tempo fa, con l’ultimo trasloco, ho deciso di riutillizzare questo vecchio baule. Giaceva tra soffitte e garage da tempo immemore, pieno di stracci o di vecchie riviste, seguendomi ad ogni trasloco, senza che mai mi decidessi a rimetterlo in sesto

Eppure ci tenevo per la sua storia, storia di famiglia e di una vecchia zia un po’ ribelle.

La mia vecchia zia, classe ’22, voleva essere indipendente, lavorare e vivere per conto suo; e quindi appena diplomata maestra, nonostante il parere negativo del nonno, si fece fare per poche lire questo baule molto rustico da un falegname, lo riempì con la sua dote e si trasferì nel primo posto che trovò per fare la maestra… Il paese era piuttosto lontano da casa, nel modenese, che per una ragazza di Lodi negli anni ’40 era quasi espatriare, e per di più aveva un nome orribile: Camposanto……Pessimi auspici per il nonno brontolone. Però aveva torto lui.

Zia Rosetta trovò una piccola scuola, un piccolo appartamento e un grande amore, di quelli che durano tutta la vita, con cui si condividono gioie e dolori, povertà e ricchezze, salute e malattie; le gioie erano soprattutto girare per l’Europa, nei i posti dove lui aveva fatto la guerra. Giravano con la tenda, perché i soldi non erano molti e poi furono tra i primi a comprarsi una piccola roulotte: la portarono, pensa un po’, dalla Russia….

Non ebbero mai figli, ma i suoi ragazzi l’amavano e noi nipoti eravamo felici di andare a trovare questa zia ribelle e giramondo, che aveva imparato a fare benissimo le tigelle e il gnocco fritto, oltre a un sacco di manicaretti tipici della cucina emiliana e che aveva abolito i compiti per le vacanze: diceva “I grandi mica lavorano quando sono in ferie e i ragazzi devono giocare quando non sono a scuola”…..

Tra i più bei ricordi della mia infanzia sono le vacanze in campagna dalla zia…..e per questo ho voluto quel vecchio baule: per me, oltre che un ricordo è un po’ un simbolo di libertà e di chi sta bene fuori dalle regole.

Un lavoretto semplice semplice…

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…adatto a bambini delle scuole primarie (con un piccolo aiuto adulto): basta l’anima in cartone di un rotolo di carta igienica e il cartone ondulato di un pacco di biscotti, un pezzetto di carta, un po’ di adesivo di carta, colla e dei colori acrilici. piegate il cartone e tagliate delle strisce fermandovi a 0,5 cm circa, ridate la forma cilindrica e formate con il rotolo un anello. Fissatelo con il nastro adesivo e fatelo dipingere del colore preferito. Poi arrotolate il cartoncino ondulato per formare la candela, e ritagliate un pezzetto di carta o cartone in forma di fiammella e fatelo dipingere  di giallo e rosso. attaccatelo al centro della “candela” che inserite nel portacandela: il gioco è fatto!

candela